Industria 5.0
con i pannelli fotovoltaici TORRI 100% Made in Italy

Con Torri Solare puoi richiedere un impianto fotovoltaico completo, chiavi in mano, tramite la nostra rete partner. Grazie al piano Industria 5.0, hai la possibilità di accedere a incentivi fino al 60% sul tuo impianto fotovoltaico.
Se sei un installatore, puoi entrare a far parte della nostra rete e diventare partner autorizzato: un’opportunità per lavorare con moduli fotovoltaici realmente Made in Italy, progettati e prodotti secondo i più alti standard qualitativi. I pannelli TORRI – BEYOND ORDINARY SOLAR sono interamente realizzati in Italia, registrati presso il portale ENEA e costruiti con tecnologia PRISMA 4.0, che integra celle ad alta efficienza oltre il 24,8%. Questi moduli rientrano nella Categoria A prevista dal decreto attuativo Industria 5.0. Tale classificazione consente di includere il valore dei pannelli nel calcolo del credito d’imposta, per un importo pari al 130% del loro costo.
Scegliere Torri Solare significa investire in una nuova generazione di fotovoltaico, che supera gli standard attuali del mercato e contribuisce in modo concreto alla transizione energetica sostenibile

Il piano attuativo

Il Piano Transizione 5.0 è un’iniziativa governativa volta a sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane. Offre un credito d’imposta alle aziende che, tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, realizzano nuovi investimenti in strutture produttive situate sul territorio nazionale, nell’ambito di progetti di innovazione che comportano una riduzione dei consumi energetici

Possono accedere all’incentivo tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, settore, dimensione o regime fiscale, che soddisfano le seguenti condizioni:​

  • Investimenti in beni strumentali: acquisto di beni materiali e immateriali nuovi, previsti nel Piano Transizione 4.0, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.​
  • Progetti di innovazione: realizzazione di progetti che comportino una riduzione dei consumi energetici.​
  • Riduzione dei consumi energetici: conseguimento di una riduzione pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva o almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento

Il credito d’imposta varia in base all’entità dell’investimento e alla percentuale di riduzione dei consumi energetici:​

  • Investimenti fino a 2,5 milioni di euro:
    • Riduzione dei consumi del 3-6% (struttura produttiva) o 5-10% (processo produttivo): credito d’imposta del 35%.​
    • Riduzione dei consumi del 6-10% (struttura produttiva) o 10-15% (processo produttivo): credito d’imposta del 40%.​
    • Riduzione dei consumi oltre il 10% (struttura produttiva) o oltre il 15% (processo produttivo): credito d’imposta del 45%.​
  • Investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro:
    • Riduzione dei consumi del 3-6% (struttura produttiva) o 5-10% (processo produttivo): credito d’imposta del 15%.​
    • Riduzione dei consumi del 6-10% (struttura produttiva) o 10-15% (processo produttivo): credito d’imposta del 20%.​
    • Riduzione dei consumi oltre il 10% (struttura produttiva) o oltre il 15% (processo produttivo): credito d’imposta del 25%.​
  • Investimenti da 10 a 50 milioni di euro:
    • Riduzione dei consumi del 3-6% (struttura produttiva) o 5-10% (processo produttivo): credito d’imposta del 5%.​
    • Riduzione dei consumi del 6-10% (struttura produttiva) o 10-15% (processo produttivo): credito d’imposta del 10%.​
    • Riduzione dei consumi oltre il 10% (struttura produttiva) o oltre il 15% (processo produttivo): credito d’imposta del 15%.

In particolare, i 6,3 miliardi sono distribuiti in questo modo

  • 3.780 milioni per i beni strumentali
  • 1.890 milioni per autoconsumo e autoproduzione
  • 630 milioni per la formazione

Per quanto riguarda autoconsumo e autoproduzione, la premessa è che questi investimenti devono comunque far parte di un progetto di innovazione che preveda l’acquisto di beni strumentali.

Il Piano Transizione 5.0 prevede una maggiorazione della base di calcolo del credito d’imposta per l’acquisto di pannelli fotovoltaici che rispettano requisiti tecnici più avanzati, secondo la seguente classificazione:

  • 130% del costo per pannelli fotovoltaici con moduli di tipo a): moduli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione europea con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%;

  • 140% del costo per pannelli fotovoltaici con moduli di tipo b): moduli fotovoltaici con celle, entrambi prodotti negli Stati membri dell’Unione europea, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%

  • 150% del costo per pannelli fotovoltaici con moduli di tipo c): moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’Unione europea con un’efficienza di cella almeno pari al 24,0%.

Le recenti modifiche all’ultima versione del decreto attuativo di Transizione 5.0 dimostrano che i ministeri coinvolti hanno compreso l’importanza di semplificare le procedure per gli operatori del settore.
Questa semplificazione è cruciale affinché il credito d’imposta per le aziende, finanziato con REpowerEU, possa essere effettivamente utilizzato, soprattutto considerati i tempi stretti imposti dal PNRR.

Rispetto alla versione del decreto circolata lo scorso 11 giugno, la versione aggiornata, concordata dai ministeri e inviata alla magistratura contabile, presenta diverse correzioni, prevalentemente positive. Per accedere al credito d’imposta Transizione 5.0, gli investimenti, conformi alle regole sui fondi PNRR, devono essere completati entro il 31 dicembre 2025 e rendicontati entro il 30 giugno 2026.

Sono stati aggiornati anche i costi massimi ammissibili per i progetti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili). I valori per il fotovoltaico sono stati rivisti al rialzo, passando da 800 a 1.350 euro/kW. Un’altra modifica riguarda il registro per i pannelli made in Europa: solo i moduli fotovoltaici che rispondono ai requisiti di carattere territoriale e tecnico saranno incentivabili.

Il credito d’imposta Transizione 5.0 sarà utilizzabile solo in compensazione e non potrà essere ceduto o trasferito nemmeno all’interno del consolidato fiscale. Inoltre, non è cumulabile con il credito d’imposta del piano Transizione 4.0 né con altri aiuti europei. Tuttavia, l’incentivo Transizione 5.0 è cumulabile con altre agevolazioni relative agli stessi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

Grazie a un emendamento al DL Coesione 60/2024, l’autoconsumo degli impianti rinnovabili che beneficiano del credito d’imposta potrà avvenire anche a distanza. L’autoconsumo a distanza accederà ai contributi previsti dal decreto CACER, il corrispettivo di ARERA a rimborso di alcune componenti tariffarie.

Per il Decreto CACER, le configurazioni che accedono alla tariffa incentivante sono:

  • Autoconsumatore a distanza
  • Gruppo di autoconsumatori
  • Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

La tariffa incentivante del decreto CACER è cumulabile con il credito d’imposta Transizione 5.0, ma solo se non supera il 40% dell’investimento. Essa non è cumulabile con altri aiuti statali, diversi dal conto capitale, se questi superano il 40% dei costi di investimento ammissibili.

In generale, le ultime modifiche al decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 includono:

  • Ridefinizione delle maggiorazioni per impianti fotovoltaici: introduzione di una maggiorazione del 30% per i pannelli con moduli di tipo a) e incremento al 40% e al 50% per i pannelli con moduli di tipo b) e c).
  • Semplificazione delle procedure: facilitazione delle modalità di calcolo dei consumi energetici e delle procedure di accesso agli incentivi.
  • Cumulabilità degli incentivi: possibilità di cumulo con altre agevolazioni, a condizione che non venga superato il costo complessivo dell’investimento.

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